Lascia che ti porti lì

11/11/2019

Da Kashmir – Led Zeppelin

«Come mi sta?»

È un percorso duro, la creazione. Ma lascia che il sole vada giù, e lascia che le stelle salgano, e poi che ritorni il sole. È il viaggio nel tempo.

«Sì ma come mi sta?»

La moda non fa altro che viaggiare nel tempo.

«Mi invecchia. Dici che è roba passata?»

E il viaggio nello spazio, quello è assurdo, stavo volando. Sì, stavo volando.

«Ah. È lungo, dici?»

Li sentivo parlare, le parole mi accarezzavano, i loro suoni erano bellissimi. Ma non saprei ripeterteli. Mai.

«Mi pareva. Non capisci quello che dico».

Ci sono stato davvero. Tutta la terra che ho attraversato. La sabbia mi entrava negli occhi.

«Quindi neanche mi vedi».

E nella mia testa, la nebbia. Così ti ho disegnata.

«Andiamo bene».

Sono un viaggiatore. Lascia che ti porti lì.

«Farà freddo? Questo è in lana e cashmere».

Skinny J si tirò via gli auricolari dalle orecchie con un colpo secco d’ala.

La cliente diede le spalle allo specchio e strabuzzò gli occhi quando vide J imbracciare una chitarra rossa. Mi avvicinai a lei mortificata. Provai a spiegarle: «Scusi, non è che la stava ignorando, tutto il contrario. È che la musica lo ispira».

«Lo ispira?»

«Quell’abito che sta provando… È interamente fatto a mano, è così che è nato».

«Ma così come? Mentre viaggiava con la sabbia negli occhi?»

«Col rock e col disegno. Con l’arte. La creazione è un momento mistico».

Skinny J aveva indossato gli occhiali da aviatore e ora ci stava fissando. Al collo penzolavano le collane che ci avevano conquistati. Attraverso il vetro riuscivo a vedergli gli occhi accendersi.

Così aveva pensato a una costruzione double face, a un viaggio bidirezionale. Un pattern a righe più chiare e più scure, e sul retro un unico grigio. Double face, come il giorno e la notte, che si scambiano di continuo. Quello era un abito particolare, perché l’estrosità è necessaria, smanicato, perché il viaggio esige la praticità. Lungo, perché l’eleganza ci vuole. E perché un viaggio, seppur della mente, non può essere breve.

Quando vedrò la strada, lascia che ti porti lì.

La cliente si rivoltò verso lo specchio e si rimirò ondeggiando a destra e a sinistra, a tempo di musica.

«Voi siete pazzi» disse al riflesso di Skinny J che continuava a strimpellare. «Ma io lo prendo».

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